Is It Worth It Or Not? – HER di S. Jonze

GIORNO DI GAUDIO! Inauguriamo oggi sul blog una grossa fetta di ciò che è la nostra pagina: le recensioni. Come ben saprete, si tratta, secondo le parole di Bea, di “Mini recensioni per la vostra curiosità. Quello che scrivo è frutto di quello che provo guardando i film, non è vangelo ,non sono parole assolute o incontrovertibili, sono solo MIE OPINIONI. Pertanto siete pregati di esprimervi civilmente, è inutile sentirsi punti dal vivo da parole che appartengono al mio pensiero e come tali dipendono da ciò che mi rende me stessa. Non sono una critica cinematografica, ma un’appassionata di CINEMA. Detto questo, peace and love.” Per tanto, ogni vostro commento verrà apprezzato, a patto che si tratti di un commento costruttivo ed educato (e non distruttivo, altezzoso, maleducato). Questo è ciò che noi offriamo, e chiediamo in ricambio. Buona lettura!
😀


HER

Her ©BiM Distribuzione
Her ©BiM Distribuzione
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Joaquin Phoenix/Theodore

Theodore conduce una vita monotona, e solitaria da quando la sua strada e quella della donna che ha amato e con cui ha condiviso così tanto si sono bruscamente divise. Theodore vive di quotidianità per andare avanti, come spinto da una forza inevitabile si sveglia e si alza ogni mattina, ma sempre pervaso da una sensazione di vuoto come se tutto quello che doveva provare l’avesse già sperimentato e che la vita non potesse offrirgli più di così. Guidato e circondato da questa solitudine, coglie al volo l’opportunità di procurarsi un sistema operativo cosciente, capace di interagire e provare emozioni. Un surrogato che riempie il buco del suo cuore, una voce che si trasforma ben presto in una entità più grande,e più importante. Una presenza costante, che allieva la sua vita confusa e senza apparente felicità. Fino a sfociare in un sentimento difficile da capire, e da esprimere.

Scarlett Johansson/Samantha
Scarlett Johansson/Samantha

È possibile innamorarsi di una voce null’altro che un sistema operativo programmato, un computer? La risposta è sì, si può perdere completamente la testa per qualcosa di astratto. D’altronde ci innamoriamo di oggetti, quelli che per noi assumono un carico affettivo, ci innamoriamo di alcuni gesti, di alcune parole, e possiamo quindi anche innamorarci di una voce. Perchè scopriamo che quella sensazione che l’amore ci provoca è ben più profonda dell’apparenza, del lato effettivo delle cose e qui giace il messaggio del film. L’amore si sviluppa e si crea in così tanti modi, prende strade così diverse e tortuose. Qualsiasi sia la sua forma, è un mondo misterioso e totalmente inesplorato e può finire come è iniziato. Con un gesto, o una parola. Lasciandoci però con la sensazione che qualcosa di buono può ancora arrivare per noi, e può colpirci di nuovo inaspettatamente. Una pellicola, questa, dai toni delicati e malinconici che si presenta ai nostri occhi come una poesia. Una poesia letta ad alta voce in un momento di pace e di tranquillità che si snoda nella sua complessità come un paesaggio con i suoi chiaroscuri. Una nota dolce e soave,capace altresì di sconvolgerci a tratti con la sua entità e la sua durezza. Quello che la pellicola pone è un quesito che affascina l’essere umano da tempo ormai: può un’intelligenza artificiale, un ente creato e programmato dall’uomo quindi pur sempre una macchina, provare emozioni anche minimamente equiparabili a quelle complesse ed articolate dell’uomo? In un futuro prossimo forse, chi lo sa, avremo di fronte una realtà simile a quella pitturata dal film. Una realtà in cui l’uomo cerca sempre più conforto in una macchina,in un mondo interattivo e costruito. A dir la verità, il tema è più che attuale, la tecnologia ci circonda sempre più. Allora la domanda è una sola: il contatto umano sarà sempre preferibile a una mera conversazione condotta con un programma anche se quest’ultima è in grado di portare sollievo quando il tocco umano manca? Forse la risposta risiede proprio nelle sensazioni che questi due universi paralleli sono in grado di scatenarci. Sono buone o cattive sensazioni? Ci fanno stare meglio o peggio? Lascio a voi questo quesito, mentre torno a soffermarmi sul film vero e proprio.

Joaquin Phoenix, magnifico nel ruolo di Theodore.
Joaquin Phoenix, magnifico nel ruolo di Theodore.

La nuova opera di Jonze cattura lo spettatore, e da come avrete capito, causa molti interrogativi riuscendo in maniera deliziosa e provocante a stimolare la nostra mente. Ci spinge a formulare un’analisi avida ed approfondita del mondo che ci circonda,scatena in noi un forte desiderio di indagare l’animo umano nelle sue complessità. Gli interpreti sono perfetti per il ruolo: Phoenix immenso ed appassionante, a tratti inedito e Scarlett Johansson sublime nel regalarci un’interpretazione di pura voce, ma per niente inferiore a quella del suo collega perchè anche se il suo corpo non si vede, noi siamo in grado facilmente di immaginarlo nella nostra mente. Sentiamo la sua voce, ma catturiamo con il pensiero le sue movenze, le sua labbra muoversi durante un dialogo, il suo sguardo curioso e interrogativo. Rimarrò sempre meravigliata nel constatare quanto è possibile comunicare anche solo con la voce, e questa a mio modo di vedere è la prova lampante che si può recitare anche così, senza vedere e toccare con mano la sostanza, la persona dell’attore. E sono contenta che questa attrice, che poco tempo fa consideravo mediocre, sia stata in grado di offrire una prova attoriale di questo livello e che sia stata premiata per questo.

Tenendo conto di questo e molto altro, Her è un film riuscito ed incredibile nella sua struttura e nella originalità. È in grado come pochi di raffigurare un mondo che riesce ad essere surreale e allo stesso tempo vicinissimo alla realtà che stiamo vivendo.

Her Poster ©BiM Distribuzione
Her Poster ©BiM Distribuzione

Voto 8,5/10

Bea

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2 pensieri riguardo “Is It Worth It Or Not? – HER di S. Jonze”

  1. Ho amato davvero tanto questo film. Dalla regia, alla sceneggiatura brillante; dai protagonisti visibili ( e quando mai Phoenix si smentisce ) e qualli udibili ( Scarlett è insostituibile ). Quello che ho amato di più è il messaggio che da: l’amore si afferma in tutti i modi possibili. Ma quanti e quali di questi si trasformano in una specie di rifugio, invece che essere dei completamenti? E questo descritto, sicuramente in procinto di verificarsi, può artificialmente sostituirsi a una cosa imperfetta, quale il sentimento umano?
    Il finale però fa vedere un’amore senza costrizioni, libero di decidere.
    Non risponde ai quesiti ( a mio avviso ).
    Io non credo che possa sostituirsi, come non credo che ci possa essere un completamento perfetto con un’altra persona.
    Credo che esista un’amore perfetto, ma che può essere provato da una persona perfetta.
    Grazie per la recensione e gli spunti che ci permettete di scrivere 🙂

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