Is It Worth It Or Not? – STORIA DI UNA LADRA DI LIBRI di B. Percival

Mini recensioni per la vostra curiosità. Quello che scrivo è frutto di quello che provo guardando i film, non è vangelo ,non sono parole assolute o incontrovertibili, sono solo MIE OPINIONI. Pertanto siete pregati di esprimervi civilmente, è inutile sentirsi punti dal vivo da parole che appartengono al mio pensiero e come tali dipendono da ciò che mi rende me stessa. Non sono una critica cinematografica, ma un’appassionata di CINEMA. Detto questo, peace and love.” Queste sono le parole di Bea, che accompagnano la sua rubrica delle recensioni sul nostro blog. Per tanto, ogni vostro commento verrà apprezzato, a patto che si tratti di un commento costruttivo ed educato (e non distruttivo, altezzoso, maleducato). Questo è ciò che noi offriamo, e chiediamo in ricambio. Questa settimana è la volta di “Storia di Una Ladra Di Libri“. Buona lettura!
😀


STORIA DI UNA LADRA DI LIBRI

Storia di Una Ladra di Libri - Banner © 20th Century Fox
Storia di Una Ladra di Libri – Banner © 20th Century Fox

Una storia di dolore, e guerra ma soprattutto di coraggio e forza d’animo. Liesel è una bambina che disgraziatamente ha già conosciuto l’amaro sapore della perdita, il suo fratellino è morto durante il viaggio che l’ha portata dalla sua nuova famiglia che si è presa carico di adottarla. Sullo sfondo storico della Germania nazista Liesel scopre i suoi genitori acquisiti,la burbera ma in fondo al cuore generosa Rosa, sua madre, e Hans che si rivela essere fin da subito il padre che le mancava fornendole quell’affetto e devozione di cui la bambina aveva un estremo bisogno. Lo stesso affetto che il suo caro amico Rudy le dona ogni giorno incondizionatamente, dal primo momento all’ultimo. Le loro vite saranno sconvolte quando alla loro porta si presenterà Max, figlio di un caro amico di Hans, ebreo e fuggitivo bisognoso di un rifugio e tanti pasti caldi. Max e Liesel instaureranno un legame profondo, messo però a dura prova da un periodo storico povero di giustizia e moralità.

Ben Schnetzer/Max e Sophie Nélisse/Liesel, in una scena del film.
Ben Schnetzer/Max e Sophie Nélisse/Liesel, in una scena del film.

Il film è tratto dal meraviglioso libro di Markus Zusak, La Bambina Che Salvava I Libri. Come da titolo, e da incipit Liesel ha iniziato ben presto la carriera di ladra, anche se dovremmo dire salvatrice, di libri. In una nazione e in un momento in cui la letteratura e la cultura straniera in generale significava sporcarsi e macchiarsi di inferiorità, Liesel si fece portavoce di una visione diversa, una luce nel tunnel.  

Sophie Nélisse/Liesel.
Sophie Nélisse/Liesel.

Sono veramente molto legata a questo libro, le cose migliori, posso confermarlo, avvengono per caso. Un giorno di qualche anno fa mi sono imbattuta in quest’opera e spesso e volentieri quando penso alla forza delle parole mi ritorna in mente. Questa trasposizione ovviamente non avrebbe mai potuto avvicinarsi alla maestosità della parola scritta, neanche se avesse raggiunto la perfezione. Ma anche se a tratti è eccessivamente accondiscendente nei confronti della piaga nazista, con toni molto attenuati quasi soffocati, il film coglie l’essenza del libro ben lontano dall’essere solo ed esclusivamente un manifesto contro il nazismo. La condanna a quell’abominevole periodo storico è lampante, ogni sofferenza patita dalla protagonista si basa proprio su quel punto preciso della nostra storia. Ma il messaggio è un altro: la parola è l’arma più grande che possiamo mai desiderare, le parole sono sempre intorno a noi, le leggiamo, le scriviamo, le usiamo, le manipoliamo, le sfruttiamo ogni secondo ,ogni minuto, ogni giorno. Non potremmo mai farne a meno, ci esprimiamo attraverso di esse. Un potere così grande si sviluppa nel bene come nel male. La grandezza però, e qui giace lo spirito dell’opera, sta nel saperlo sfruttare per portare sollievo, e non distruzione. Il concetto di Idea ci è utile per spiegare questo punto: puoi salvare una persona con un atto eroico, ma puoi salvarne milioni con un’idea, una anche pur semplice idea che può portare a nuove cure per esempio, ad invenzioni in grado di migliorare sensibilmente la vita di tutti i giorni. L’altra faccia della medaglia però ci porta dentro quello che sta vivendo Liesel: puoi uccidere una persona con un’arma, ma puoi ucciderne milioni con un’idea, un’idea inculcata nella mente delle persone fino a diventare verità assoluta. È quando la parola diventa assoluta che inizia l’avventura della ladra di libri. Liesel si tuffa prima goffamente poi sempre più nel profondo nelle parole, si nutre di esse, ne trae ispirazione e sollievo. Emblematica è la scena in cui Liesel le usa come medicina per curare Max, le pronuncia ad alta voce, le ripete e le ripete dando loro un potere inimmaginabile.
Quando si passa dalla parola scritta all’immagine, quest’ultima non potrà mai rendere ogni sfumatura, ogni colore, ogni espressione. Ma anche se non è in grado di replicare la maestosità della parola, l’immagine può coglierne l’essenza e catturarla, seppur per poco.

Emily Watson/Rosa Hubermann in una scena del film.
Emily Watson/Rosa Hubermann in una scena del film.

Questa pellicola riesce in questo intento, anche grazie a grandi interpreti che fanno loro la storia. Emily Watson si addentra con precisione nella psicologia del suo personaggio, Geoffrey Rush conferma la sua bravura nel calarsi in qualsiasi ruolo offertogli, e infine stupisce la prova della giovane ma già riconosciuta Sophie Nélisse che dà vita ad una Liesel allo stesso tempo temprata e spezzata dagli eventi.

Geoffrey Rush/Hans Hubermann in una scena del film.
Geoffrey Rush/Hans Hubermann in una scena del film.

Nota finale la dedico alla colonna sonora di John Williams semplicemente sublime e meritevole della nomination ai recenti Golden Globes. La musica che sa essere leggiadra, ma potente, straziante, ma curativa fa da colonna portante al film e lo sostiene nei momenti di debolezza. 
In genere cerco di contenermi, ma avrete capito che questa storia è molto importante per me e ho voluto darle il giusto spazio. Lo stesso arduo compito portato a termine, con successo, dal film.

N.d.R.: Williams, succesivamente, ha anche ricevuto la nomination all’Oscar per la miglior colonna sonora. E’ stato battuto da Steven Price di #Gravity.

[Recensione originariamente scritta il 15 gennaio 2014, in anteprima rispetto all’uscita nei cinema italiani.]

Storia di Una Ladra di Libri - Poster © 20th Century Fox
Storia di Una Ladra di Libri – Poster © 20th Century Fox


Voto: 8+/10

Bea

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