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Omnia Tempus Habent #1 – Questioni in sospeso

Girando sempre su se stessi, vedendo e facendo sempre le stesse cose, si perde l’abitudine e la possibilità di esercitare la propria intelligenza. Lentamente tutto si chiude, si indurisce e si atrofizza come un muscolo” recita un celebre aforisma di Albert Camus. Qualcuno mi ha chiamata? Et voilà, eccomi! No, non sto scherzando, ma queste due sentenze rendono bene la mia situazione, di giovane 23enne con un sogno mai inseguito (ma mai tralasciato!), e che ha girato su stessa negli ultimi 4 anni, rincorrendo sempre i sogni altrui. Perchè di questo, almeno, ne sono consapevole. 
Vedete, io sono un’appassionata di Cinema da quando ho 7 anni, e benchè mamma e nonna – su TUTTI – zii e amici mi avessero consigliato di seguire questa mia passione, beh, non ho dato loro retta. E ve lo giuro, il Cinema è sempre stata parte di me: nel periodo delle medie, ad esempio, ostentavo questa mia passione, perchè mi sentivo fuori dal coro, ai miei coetanei non interessavano le magie che il Cinema procurava. Poi, al liceo, è cominciato il periodo del me-ne-frego-di-quello-che-pensano-i-miei-coetanei, e la cosa ha portato i suoi primi frutti: i compagni di classe m’interpellavano sempre per un consiglio, un parere su un film da vedere, persino chi non mi conosceva personalmente, ma aveva degli amici in comune, mi chiamava per un’opinione;  si fidavano a tal punto che quando chiosavo loro “Guarda, non l’ho ancora visto”, loro repentinamente mi rispondevano “Beh, ma non importa, mi fido di te!”. Ed ecco che, nel momento di massima fiducia, arrivata a quell’età in cui bisogna compiere delle decisioni che sono (semi) permanenti – il famigerato post maturità, quel periodo di limbo per gli eterni indecisi, che per inciso è la mia categoria preferita, nonchè quella di cui fino a qualche mese fa ero membro onorario e presidente del club 😛 ) non ho fatto altro che perseguire su una via che non era la mia, e che non ho mai ben capito se fosse il sogno di qualcun’altro o no. Essere testardi, poi, di certo non ha aiutato: quando potevo abbandonare quella strada, mica l’ho fatto, no no, vi pare??? Ho preferito indossare un gigantesco paraocchi, e arrancare nel buio.  Ma vedi, Giulia, se tu avessi seguito fin da subito la tua via, quella pessima situazione non l’avresti mai vissuta…o forse non te la saresti passata così male! E vabbè, sapete cosa diceva Winston Churchill? Le difficoltà superate sono opportunità guadagnate. Ho finalmente realizzato che fare architettura è stato solo un passatempo (bello costoso e tumultuoso) che mi ha fatto ancora di più comprendere quanto il Cinema fosse veramente quello che mi piaceva, e mi piace seriamente. E’ questa la mia opportunità.  Continua a leggere Omnia Tempus Habent #1 – Questioni in sospeso

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